Dentro ai miei silenzi

Ai giovani che mi chiedono Ma io, che faccio?
rispondo :Guarda!
Il mondo è pieno di cose da esplorare.
Quello che ho fatto io non è unico.
Io non sono un’eccezione.
Io questa vita me la sono inventata.
Ognuno ce la può fare, ci vuole solo coraggio, determinazione e un senso di sé che non sia solo quello piccino della carriera e dei soldi
E’ fattibile, fattibile per tutti.
Fare una vita.
Una vera vita, una vita in cui sei tu.
Una vita in cui ti riconosci.

Tiziano Terzani

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Tu sarai amato il giorno in cui potrai mostrare la tua debolezza senza che l’altro se ne serva per affermare la sua forza

Cesare Pavese

C’era una volta un bellissimo albero di mele, che viveva in un frutteto. L’albero di mele viveva felice attorniato da tanti alberi da frutto diversi.

L’albero era bello e rigoglioso e produceva tante mele grosse e succose, era pieno di rami e foglie e, con la sua ombra, dava refrigerio ai suoi amici nelle calde giornate d’estate.

Un giorno arrivò Pierino che vide il meraviglioso albero, e volle assaggiarne i frutti. L’albero di mele, orgoglioso, permise che Pierino prendesse le sue mele.

Pierino ne mangiò una gran quantità e, quando le mele sui rami più bassi finirono, cominciò ad arrampicarsi sui rami più alti.

Pierino, goloso, voleva mangiare tutte le mele perché gli piacevano tanto, e arrampicandosi, fece cadere le foglie e con il suo peso spezzò dei rami.

Pierino incurante dei danni che stava provocando all’albero, continuò per tanto tempo a salire sui rami più alti, per prendere gli ultimi frutti che l’albero aveva da offrire.

Le mele erano quasi finite, e Pierino scese dall’albero. Decise che voleva provare i frutti degli altri alberi, ma gli altri frutti non erano buoni quanto le mele.

Allora Pierino salì ancora e ancora sull’albero di mele, continuando a spezzare rami.

Le mele finirono. E Pierino vedendo l’albero rovinato e senza rami, scese e se ne andò.

Pierino non si curò più dell’albero che aveva rovinato e andò in giro per il frutteto a raccogliere altra frutta. Ma gli altri frutti non gli piacevano mai tanto quanto i frutti dell’albero delle mele.

Il nostro albero ormai sembrava morto,era secco e non produceva piu mele e non faceva piu ombra. Arrivò l’autunno che portò con sé temporali e grandinate che provocarono ulteriori danni.

Il nostro albero però era cocciuto e decise che in qualche modo sarebbe rinato e avrebbe prodotto ancora mele e ombra, ma come poteva fare? L’inverno si avvicinava e il nostro albero era in balia dell’inverno senza i suoi rami.

Le stagioni passavano faticosamente, e il nostro albero sembrava non avere più speranza, ma sapeva di avere delle buone radici che Pierino non aveva distrutto.

Dopo qualche anno arrivò finalmente la primavera e il nostro albero si accorse che gli era nata una bellissima fogliolina, piccola, delicata, ma nuova e con tanta voglia di crescere.

Pierino prendeva in giro e guardava con disprezzo il povero albero, che ormai, secondo lui, non aveva più niente da offrire.

Decise così, dopo aver assaggiato tutti i frutti del frutteto, di salire sull’albero delle pere e di costruirsi una bella casetta. Allegramente mangiava le sue pere, incurante dei danni fatti al melo.

Fu così che l’albero delle mele approfittò dell’indifferenza di Pierino per ricostruirsi, e piano piano ce la fece.

Sul suo tronco erano ancora evidenti le profonde ferite inferte da Pierino, ma le prime mele cominciarono a nascere.

Il nostro melo, affaticato ma orgoglioso, levava i suoi rami nell’azzurro cielo estivo, ma prese la decisione di far crescere le sue mele solo sui rami più alti, così mai più nessuno lo avrebbe rovinato come fece Pierino.

Pierino, nel frattempo, continuava a mangiare le sue pere deridendo il melo, finché non si accorse della sua rinascita.

Quando vide le mele si rese conto di quanto gli mancasse il loro dolce gusto, che in fondo in fondo non aveva mai dimenticato.

Da lontano continuava a guardare quell’albero che aveva distrutto in modo così brutto… non chiese mai scusa al melo, perché era troppo impegnato a mangiare le pere, ma al nostro melo poco importava (anche se ci rimase molto male).

Il melo però sapeva che l’intenzione di Pierino era quella di salire ancora per prendere le mele, per quello ha fatto nascere i suoi frutti sui rami più alti, così non avrebbe mai più rovinato il suo lavoro e si sarebbe dovuto accontentare delle mele cadute per terra

… tornata a casa con un magnifico ricordo di New York

Anche questa avventura è finita.

New York è una città meravigliosamente caotica, che lascia una traccia indelebile. Ci tornerei? Si e di corsa, magari a ridosso delle feste natalizie, giusto per vedere cosa riescono ad inventarsi con le lucine. Stupenda stupenda. È l’unica cosa che mi viene da dire

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  • Tania Rigo: Grazie del consiglio, lo guarderò... buona notte
  • wwayne: Oh yes! Colgo l'occasione per consigliarti questo carinissimo film: https://wwayne.wordpress.com/2017/05/07/nessuno-come-lui/. Buona notte! :)
  • Tania Rigo: Ma dai?! Non ci credo!!

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